. Miguel Ausili è nato a Buenos Aires dove ha iniziato la sua formazione accademica. Grazie a una borsa di studio ha finito la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, di cui anni più tardi è diventato Professore di scultura.
Nelle sculture di Ausili, il tempo si fa materia, e la pietra diventa voce di un linguaggio primordiale che parla all’oggi con sorprendente attualità. L’artista elabora un dialogo profondo tra memoria e presente, dove simboli arcaici – totem, menhir, stele – non sono evocazioni nostalgiche, ma presenze rinate attraverso una grammatica scultorea personale. Rifiutando la perfezione industriale, Ausili lavora con scarti e pietre grezze, restituendo dignità al frammento, alla crepa, all’imperfezione. La sua è una poetica dell’essenziale, un ascolto della materia che diventa rituale e gesto sacro. Ogni incisione, foro o simbolo scolpito trasformano il marmo in un palinsesto di significati, in un "ideogramma tridimensionale", ponte ideale tra visibile e invisibile. In queste opere convivono le statue stele della Lunigiana e il Giappone, l’eco dei culti antichi e l’intuizione contemporanea. Ausili non scolpisce solo la forma, ma anche il concetto stesso di cultura come attraversamento e rinascita. Le sue sculture aprono varchi, non spiegano: interrogano, evocano, sospendono il tempo.
